martedì 19 giugno 2012

Formaintera

Si dice che scappare non risolva i problemi, che andare in un posto diverso non lasci indietro i pensieri. Ma quando davanti a te si riversa l'intera gamma degli azzurri presenti in natura, tendi a lasciare ai luoghi comuni il tempo che trovano, per abbracciare invece quello in cui ti trovi.
Tre giorni a Formentera: ognuno con un peso diverso, ognuno imprescindibile parte dello stesso intero. Un'isola dove nonostante la novità degli scenari non ti senti mai smarrito, ma al contrario in stretto contatto con te stesso. Profumi di verde e folate di aria fresca che venano il calore del sole, canzoni con parole dimenticate su due ruote saltellanti sullo sterrato, colori saturi e autentici eppure incredibili, suoni silenziosi che estinguono miracolosamente il bisogno di altre note. Mare dalla purezza talmente arrogante da sembrare denso. Reticolati di sole disegnati sul fondo sabbioso, sospinti nella trafila di un'acqua appena vivace. Nuove e note voci, parole che escono e rientrano tracciando cerchi armoniosi e poligoni irregolari.
E poi loro, le fotografie: il motivo principale del mio viaggio. Il nudo come libertà di espressione e di movimento. Invenzioni raccontate in brevi serie, visioni ricreate in forma rettangolare, pattinate sul filo del rasoio. Con mano ferma o tuffata nel cuore, senza avvertire nient'altro che il magnetismo dell'idea da rappresentare che attrae lo sguardo a sè: non il freddo, non la salsedine, non la sabbia graffiante sul corpo, non il buio. Demoni danzanti che per una volta non fanno male, ma che anzi elargiscono adrenalina con innumerevoli colpi di coda. Segni di alleanza e gesti di potere si alternano formando un unico film, che scorre negli occhi senza tregua dopo la sua prima e definitiva impressione sulla pellicola, lasciando in tutti i suoi attori lunghe scie.
Al contempo turbata e rilassata, faccio ritorno al nuovo oggi. Ascolto una canzone, la prima da giorni, sul traghetto per Ibiza. Ed è un Caronte dolce che mi porta verso casa sull'ultima distesa salata. Respiro a tratti più consapevole o più selvatica, ma sopra ogni cosa più viva. Dopo l'isola sono meno isola, più intera nella mia forma. Formaintera.

1 commento: